martedì 10 novembre 2009

Il fotovoltaico organico si fa più efficiente

Il fotovoltaico organico si fa più efficiente di ilpannellofotovoltaico.com - 04/11/2009


Qual è il miglior modo per rispondere alle critiche? Beh, dimostrare il contrario e, se la critica è fondata, proporre un’alternativa credibile. E così, per non dover essere più costretti a prestare il fianco ad uno dei principali punti deboli che si continua ad imputare alla tecnologia fotovoltaica, ovvero la difficile reperibilità e l’elevato costo del silicio, la ricerca continua a insistere su altri elementi conduttori, in particolare quelli organici.

Di questo abbiamo già parlato e gli studi sull’impiego di tali sostanze per la costruzione dei pannelli fotovoltaici del domani, non è una novità. Il problema però è che, almeno fino ad oggi, tali nuove tecnologie scontano una scarsa efficienza e questo le rende suggestivi progetti, ma scarsamente attuabili. Le cose, però, stanno cambiando e anche le celle solari costruite con materiali organici potrebbero divenire efficienti come le “sorelle” al silicio, sostituendole egregiamente. Si prenda l’esempio degli Oled (Organic Light Emitting Diode), materiali che presentano il vantaggio di abbattere i costi di fabbricazione, rispetto ai semiconduttori inorganici al silicio, ma che, rispetto ad essi, sono molto meno efficienti. E infatti, proprio da qui è partita la ricerca per sviluppare dispositivi atti a migliorare l’efficienza di tali pannelli, fino ad arrivare al “Ligth Trapping”.
Si tratta delle “trappole che concentrano la luce” per ottimizzare l’efficienza dei pannelli che fanno uso di semiconduttori organici. Li ha realizzati un team di ricercatori del Tasc-Cnr nei laboratori all’interno dell’Area Science Park, il parco scientifico e tecnologico vicino a Trieste, in collaborazione con il Biomolecular and Organic Elctronics Center of Organic Electronics dell’Università di Linkopings, in Svezia.

Gli studi sono stati motivati proprio dall’esigenza di riuscire ad affrancarsi dalla dipendenza delle celle fotovoltaiche in silicio e svilupparne di nuove con sistemi alternativi, per diminuire l’attuale costo di un dollaro per watt fotovoltaico. Come? Con il nuovo sistema di micro-concentratori di luce. Sono microlenti di circa 80 milionesimi di millimetro (nanometri) di diametro in grado di focalizzare la luce incidente attraverso le fenditure di una superficie completamente riflettente, sotto cui vi sono la cella solare e una seconda superficie riflettente, così che la luce resta intrappolata tra le due superfici e, passando ripetutamente attraverso la cella, è completamente assorbita da quest’ultima.

Questo sistema d’intrappolamento è stato testato in accoppiamento con una cella fotovoltaica di tipo organico, ottenendo aumenti dell’efficienza di circa il 20% con pannelli di spessore inferiore e dai costi decisamente più contenuti. Che dire, ottime notizie per il futuro, ma anche per il presente!

Fotovoltaico, Kyoto Club aderisce all’abolizione Ici

Fotovoltaico, Kyoto Club aderisce all’abolizione Ici
Impianti fotovoltaici ‘siti di pubblica utilità’ non equiparati agli opifici.


02/11/2009 - Più incentivi per il fotovoltaico. In occasione di Key Energy, fiera internazionale di Rimini per energia, clima e mobilità sostenibile, le associazioni ambientaliste, tra cui Kyoto Club, aderiscono alla proposta per l’abolizione dell’Ici per gli impianti che producono energie rinnovabili. Il documento, contenente la proposta, sarà esaminata dalle Agenzie territoriali e dalle Commissioni parlamentari competenti.

Secondo Leonardo Berlen, portavoce di Kyoto Club, per raggiungere l’obiettivo produttivo di 15 gigawatt da solare entro il 2020 gli impianti non possono più essere considerati opifici, ma dichiarati “siti di pubblica utilità”. In questo modo verrebbe meno l’imposta comunale prevista per le altre attività produttive.

In linea con questa posizione l’Agenzia del Territorio di Bologna, che tiene in considerazione la crescita del fotovoltaico italiano grazie agli incentivi del Conto Energia. Un sistema che può contare su 50 mila impianti realizzati e quasi mille megawatt di potenza in esercizio.

È la Puglia la prima regione italiana per potenza installata, mentre alla Lombardia spetta il primato del numero di impianti. Cifre con le quali si può stimare di raggiungere i 900 Mw entro la fine dell’anno. Periodo in cui sarà rinnovato il conto energia dal momento che il settore, nonostante la crescita, necessita ancora di aiuti pubblici. Per il futuro il film sottile e altri nuovi materiali consentiranno un sensibile abbassamento dei costi.

Ricordiamo che il 6 novembre dell’anno scorso, con la Risoluzione 3/2008 l’Agenzia delle Entrate ha equiparato gli impianti fotovoltaici agli opifici dal momento che i pannelli posizionati permanentemente al suolo possono essere paragonati alle turbine delle centrali elettriche. Posizione confermata tenendo in considerazione che gli impianti fotovoltaici sono collocati in aree sottratte alla produzione agricola e che l’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica nazionale. Circostanze per le quali gli immobili ospitanti impianti si qualificano come unità immobiliari, a differenza delle porzioni di fabbricato che ospitano impianti di modesta potenza destinati ai consumi domestici.

Secondo Leonardo Berlen, portavoce di Kyoto Club, per raggiungere l’obiettivo produttivo di 15 gigawatt da solare entro il 2020 gli impianti non possono più essere considerati opifici, ma dichiarati “siti di pubblica utilità”. In questo modo verrebbe meno l’imposta comunale prevista per le altre attività produttive.

In linea con questa posizione l’Agenzia del Territorio di Bologna, che tiene in considerazione la crescita del fotovoltaico italiano grazie agli incentivi del Conto Energia. Un sistema che può contare su 50 mila impianti realizzati e quasi mille megawatt di potenza in esercizio.

È la Puglia la prima regione italiana per potenza installata, mentre alla Lombardia spetta il primato del numero di impianti. Cifre con le quali si può stimare di raggiungere i 900 Mw entro la fine dell’anno. Periodo in cui sarà rinnovato il conto energia dal momento che il settore, nonostante la crescita, necessita ancora di aiuti pubblici. Per il futuro il film sottile e altri nuovi materiali consentiranno un sensibile abbassamento dei costi.

Ricordiamo che il 6 novembre dell’anno scorso, con la Risoluzione 3/2008 l’Agenzia delle Entrate ha equiparato gli impianti fotovoltaici agli opifici dal momento che i pannelli posizionati permanentemente al suolo possono essere paragonati alle turbine delle centrali elettriche. Posizione confermata tenendo in considerazione che gli impianti fotovoltaici sono collocati in aree sottratte alla produzione agricola e che l’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica nazionale. Circostanze per le quali gli immobili ospitanti impianti si qualificano come unità immobiliari, a differenza delle porzioni di fabbricato che ospitano impianti di modesta potenza destinati ai consumi domestici.

(Paolo Mammarella - Edilportale)

Le presentazioni del Convegno "Verso quota 1.000. Il fotovoltaico ha messo le ali"

03/11/2009 (Kyoto Club)

Le presentazioni del Convegno "Verso quota 1.000. Il fotovoltaico ha messo le ali"

Relatori e presentazioni del convegno organizzato dal Kyoto Club nell’ambito di Key Energy 2009 a Rimini.
Il Kyoto Club ha organizzato il 28 ottobre 2009 nell'ambito di Key Energy 2009 a Rimini, il convegno "Verso quota 1.000. Il fotovoltaico ha messo le ali".

Il convegno si è focalizzato sul settore fotovoltaico e sull'attuale sistema di incentivazione. Secondo il contatore del GSE, risulta ampiamente superata la quota di 600 MW di potenza cumulativa con l'attuale sistema di incentivazione.
Il contatore ci dice che a fine ottobre, tra il vecchio e il nuovo conto energia la potenza in esercizio risultava pari a circa 650 MW per oltre 53mila impianti realizzati.
Dobbiamo però ricordare che il dato del conto energia che il GSE segnala sul proprio contatore risale in genere all'incirca a 40-50 giorni precedenti e, dunque, dobbiamo considerarlo certamente sottostimato rispetto al reale stato attuale delle installazioni.
Sarà realistico arrivare a quota 1.000 entro la fine dell'anno e a 2 GW a fine 2010?

I relatori e le presentazioni:

Hanno moderato:

Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club
Leonardo Berlen, responsabile comunicazione Kyoto Club


•Maurizio Cuppone – Direzione Operativa GSE – Gestore Servizi Elettrici, "Il conto Energia Fotovoltaico"
•Paola Delli Veneri – Ricercatrice sezione Fotovoltaica- Enea, "Le potenzialità del fotovoltaico: lo stato dell'arte e la ricerca in Enea"
•Daniele Togni – Socio ANIE/GIFI – Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, "La proposta ANIE/GIFI per il Conto Energia dopo il 2010"
•Paolo Zavatta – Direttore Commerciale – Conergy, "Qualità e integrazione del sistema: il contributo di Conergy alla crescita del fotovoltaico in Italia"

Ha partecipato al convegno anche Christopher Flavin, presidente di WorldWatch Institute che ha fornito un quadro internazionale del settore fotovoltaico.

martedì 3 novembre 2009

No all’applicazione dell’ICI per gli impianti che producono energia rinnovabile

02/11/2009 (Kyoto Club)

No all’applicazione dell’ICI per gli impianti che producono energia rinnovabile !!!

Quattordici associazioni ambientaliste e di categoria hanno condiviso un documento che chiede l'abolizione dell'Ici sugli impianti alimentati a fonti rinnovabili perché di pubblica utilità e perché vanno ad inficiare i meccanismi incentivanti con i quali lo Stato intende sostenerli.
Le Associazioni ANEV, APER, ASSOLTERM, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, FIRE, GIFI, GREENPEACE ITALIA, GSES, ISES ITALIA, ITABIA, KYOTO CLUB e LEGAMBIENTE hanno condiviso un documento di analisi sulle passate Risoluzioni dell’Agenzia del Territorio, in cui si obbliga l’accatastamento e quindi la conseguente applicazione dell’ICI agli impianti rinnovabili.

Ciò incide gravemente sulle ipotesi di raggiungimento degli obiettivi europei posti al 2020 (17% della produzione di energia rinnovabile sui consumi finali nazionali), tendendo a vanificare l’effetto degli strumenti di incentivazione sviluppati a sostegno delle fonti pulite.

Riprendendo il dettato normativo riferito al settore e le motivazioni sancite da alcune Commissioni Tributarie Provinciali, le Associazioni propongo al Legislatore di chiarire il quadro regolatorio affinché, attraverso una modifica legislativa, gli impianti di produzione di energia rinnovabile siano considerati come unità immobiliari finalizzate al soddisfacimento di esigenze pubbliche e pertanto esentate dall’applicazione dell’ICI.

La proposta di modifica sarà inviata al Legislatore e sostenuta attraverso diverse iniziative che si metteranno in cantiere.

In allegato il Documento condiviso dalle Associazioni.

venerdì 23 ottobre 2009

Scenari a medio termine del fotovoltaico in Italia

Scenari a medio termine del fotovoltaico in Italia

Evoluzione delle installazioni, tariffe del nuovo conto energia, grid parity e mercato internazionale. L’impegno più urgente è nella produzione nazionale di celle, moduli e componenti, ma soprattutto nella ricerca dove manca un disegno complessivo.


Un articolo di Gianni Silvestrini (tratto da Kyoto Club)

La crisi economico-finanziaria mondiale non ha risparmiato il comparto delle rinnovabili e i “pacchetti di stimolo” varati da diversi Paesi manifesteranno la loro efficacia solo a partire dal 2010, con qualche eccezione come quella della Cina dove l’effetto si è già avvertito quest’anno.
In Italia le difficoltà sul fronte dell’accesso al credito si sono fatte sentire, ma sono state mitigate dalla riduzione dei prezzi e dall’attenzione internazionale per il nostro Paese. Le ultime valutazioni del GSE )Gestore dei Servizi Elettrici) indicano in 900 MW la potenza cumulativa in Italia a fine anno.

Kyoto Club prevede 1.000 MW includendo anche i 50 MW installati prima dell’avvio del conto energia, e stima in 2.000 MW la potenza alla fine del 2010. Il dato reale del 2009 sarà noto solo verso il mese di marzo del prossimo anno quando il GSE avrà elaborato il boom di domande previste per il mese di dicembre.
Dunque il fotovoltaico italiano continua a correre e dovrebbe posizionarsi sia quest’anno che nel 2010 al terzo posto nel mondo dopo Germania e Usa. Questa è anche la valutazione di Solarbuzz che ritiene che il nostro Paese l’anno prossimo coprirà il 7% dei 7,4 GW di installazioni globali previsti, una stima che probabilmente sottovaluta il ruolo dell’Italia.

Mentre si è aperta la corsa di fine anno per non incorrere nella riduzione del 2% dell’incentivo, è già partito anche il “rush” per garantire il conto energia del 2010 ai grandi impianti. All’inizio di settembre, secondo Terna, erano state presentate richieste di attivazione di impianti fotovoltaici per 12 GW (di cui 4,8 GW in Puglia e 3,3 GW in Sicilia). La corsa all’oro dettata dal ridimensionamento delle tariffe a partire dal gennaio 2011 è dunque iniziata ed è solo la lunghezza delle procedure autorizzative, in particolare in Sicilia, a fare da freno. Il tetto dei 1.200 MW verrà invece facilmente superato, avendo il decreto del febbraio 2007 previsto un periodo utile successivo al suo raggiungimento.

A questo punto la discussione si sposta sul decreto di prossima emanazione che fisserà le regole a partire dal 2011. Quali sono i punti da prendere in considerazione?
Il nuovo schema andrebbe esteso al 2014-2015 in modo da consentire alle imprese del settore di avere un orizzonte temporale sufficientemente ampio e dovrebbe prevedere progressive riduzioni dell’incentivo in modo da arrivare a una sua eliminazione prima della fine del prossimo decennio.
La riduzione della tariffa dovrebbe consentire la sostenibilità economica di installazioni per una potenza annua analoga a quella tedesca (1-1,5 GW/anno) e al tempo stesso tale da non tagliare le gambe alla nascente industria solare (produzione di tecnologie) italiana.

Come esemplificazione si potrebbe proporre una riduzione della tariffa per gli impianti sugli edifici del 20% per il primo anno (del 10% per quelli totalmente integrati) e negli anni successivi del 10%/anno. Per gli impianti a terra andrebbe prevista una riduzione del 25% nel 2011 e del 10% negli anni successivi.
Leggendo i numeri che sono circolati da parte delle associazioni di categoria del fotovoltaico è probabile che le riduzioni saranno però meno incisive.
Dal 2015 al 2020 gli incentivi dovrebbero subire poi una riduzione più marcata, anche grazie al raggiungimento in molte regioni della “grid parity”. Gli interventi solari nell’edilizia avranno infatti bisogno a quel punto solo di un limitato incentivo abbinato allo scambio sul posto.

Un altro elemento di riflessione riguarda l’obbiettivo da porsi per la fine del prossimo decennio. Come si sa, il “position paper” inviato a Bruxelles nel 2007 dal Governo italiano aveva identificato un potenziale di 8,5 GW fotovoltaici nel 2020. Allora la stima venne considerata da molti troppo elevata, ma l’evoluzione della tecnologia fa considerare possibile un obbiettivo superiore in presenza di un forte calo dei prezzi nei prossimi 5-6 anni.

Se si raggiungerà un accordo mondiale sul clima l’Europa innalzerà il proprio obbiettivo di riduzione dei gas climalteranti al 2020, al momento del 20% rispetto ai livelli del 1990. Considerando che il nuovo Governo del Giappone ha alzato il suo target di riduzione al 25% è probabile che la UE, da sempre apripista nella battaglia del clima, si ponga un obbiettivo più elevato.

Questo significherà una politica più incisiva sul fronte dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. La tecnologia che può più facilmente incrementare il proprio contributo è proprio quella del fotovoltaico per il quale non esistono limiti di spazio da destinare al suo impiego, ma solo problemi di costi.
In presenza di un forte allargamento del mercato determinato dal ritorno a grandi numeri degli Usa e del Giappone e dall’entrata della Cina, la possibilità di forti riduzioni dei prezzi sul medio periodo è molto concreta. Questo scenario è realistico anche alla luce degli investimenti in ricerca che sono stati stanziati. Basti ricordare che gli Usa hanno deciso per il 2010 di raddoppiare, portandoli a 320 milioni di dollari, i finanziamenti federali per la ricerca fotovoltaica.
Questo è il contesto su cui confrontarsi.

Il nostro Paese sta creando un’importante rete di progettisti, installatori, manutentori. Sul versante della produzione di tecnologie ci sono segnali interessanti di crescita, ma vi sono stati anche rallentamenti, in parte dovuti alla crisi. I prossimi due-tre anni saranno decisivi per capire se il nostro Paese si inserirà in modo dignitoso anche sul fronte della produzione delle tecnologie. Il punto dolente resta quello della ricerca. Manca un disegno complessivo che consenta di raccordare le realtà presenti e lanciarne di nuove in modo da sostenere lo sviluppo di questa strategica tecnologia.

Gianni Silvestrini
Direttore scientifico QualEnergia e Kyoto Club

L'articolo sarà pubblicato da FV-Fotovoltaici (novembre 2009)

L’energia solare per gli ospedali pubblici della Sardegna

22/10/2009

L’energia solare per gli ospedali pubblici della Sardegna

La Regione Sardegna finanzia le aziende ospedaliere per l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici con il bando “Ospedali sostenibili”. Contributi in conto capitale del 90%. Scadenza il 20 novembre 2009.


Il 30 settembre 2009 l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna ha pubblicato il bando “Ospedali sostenibili” (con Delibera n41/14 dell’ 8 Settembre 2009; Det. N. 20220/869 DEL 30 settembre 2009) rivolto alle strutture sanitarie pubbliche di proprietà delle ASL del territorio sardo.

Il bando stanzia risorse per 6.700.000 € per l’installazione di impianti solari, fotovoltaici e termici integrati nelle strutture edilizie delle aziende ospedaliere della Regione Sardegna.

I fondi da destinare alle aziende ospedaliere, in attuazione della linea del programma operativo regionale POR-FESR 2007-2013 - capitolo SC04.1621 dell’U.P.B. S04.07.008 del bilancio regionale 2009, saranno erogati con sovvenzione diretta in conto capitale.

Le tipologie di intervento ammesse al cofinanziamento sono:


•installazione di impianti solari fotovoltaici collegati alla rete di distribuzione nazionale;


•installazione di impianti solari termici che consentano una riduzione non inferiore al 30% del fabbisogno annuo di energia primaria necessaria per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria dell’edificio. Tale valore percentuale è da rapportare alla destinazione finale d’uso dell’impianto solare termico, esclusivamente in abbinamento ad un impianto fotovoltaico.

I moduli fotovoltaici e gli elementi degli impianti solari termici dovranno essere parte integrante delle strutture edilizie.
In ogni struttura ospedaliera, inoltre, si potranno realizzare più sezioni di impianto con una potenza nominale compresa tra 5 e 20 kW per sezione provvista di una propria autonoma apparecchiatura per la misura dell’energia prodotta.

L’entità del contributo previsto è pari al 90% delle spese totali d’investimento per gli impianti fotovoltaici (è quindi compatibile con gli incentivi del “conto energia”). Questo valore percentuale corrisponde al contributo massimo previsto anche per gli impianti solari termici, esclusivamente abbinati agli impianti fotovoltaici.

Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro le ore 13 del 20 novembre 2009 presso Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Difesa dell'Ambiente - Servizio sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi (Savi)- Via Roma, 80 09123 Cagliari.

(articolo tratto dal sito Kyoto Club)

martedì 22 settembre 2009

La posizione del Kyoto Club su rinnovabili ed obiettivi 2020 presentate in Commissione Ambiente del Senato

La posizione del Kyoto Club su rinnovabili ed obiettivi 2020 presentate in Commissione Ambiente del Senato

17/09/2009 ( articolo tratto da Kyoto Club)

La posizione del Kyoto Club su rinnovabili ed obiettivi 2020 presentate in Commissione Ambiente del Senato
La posizione del Kyoto Club, presentata da Mario Gamberale, responsabile del Gruppo di Lavoro sulle Fonti Rinnovabili dell’Associazione, alla Commissione Ambiente del Senato. Quali azioni e strumenti sono prioritari per raggiungere gli obiettivi nazionali vincolanti del 20-20-20.
Il Kyoto Club ieri, 16 settembre, ha partecipato ad una audizione presso la XIII Commissione del Senato. Tema dell’audizione “Problematiche relative alle fonti di energia alternative e rinnovabili, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni in atmosfera e ai mutamenti climatici”. In rappresentanza dell’Associazione è stato invitato a parlare Mario Gamberale, responsabile del Gruppo di Lavoro Kyoto Club sulle Fonti Rinnovabili (vedi presentazione allegata).

Gamberale ha evidenziato l’urgenza di accelerare il processo decisionale capace di creare un terreno fertile per il raggiungimento degli obiettivi nazionali vincolanti del cosiddetto 20-20-20. In particolare, per l’Italia, significa raggiungere l’ambizioso traguardo del 17% di energie rinnovabili sul consumo finale di energia (circa il 30% di elettricità rinnovabile) al 2020.

Obiettivi, secondo l’Associazione, che comportano la messa in campo di un ampio spettro di interventi nel settore delle rinnovabili elettriche e termiche, dei biocarburanti e del risparmio energetico. Nonostante l’Italia resti uno dei paesi con il maggior contributo percentuale di produzione elettrica da fonte rinnovabile (16,4%), grazie soprattutto agli impianti idroelettrici realizzati nel secolo scorso, va detto che la produzione elettrica da rinnovabili ha registrato fino al 2007 una leggera flessione causata dalla perdita di idraulicità dei bacini idroelettrici. Un trend negativo che comunque si è invertito già dal 2008, con quasi 60 TWh prodotti nell’anno.
In 50 anni la produzione di energia da fonte rinnovabile è però rimasta pressoché invariata, mentre è aumentata di 6 volte la produzione lorda. In percentuale il peso delle fonti rinnovabili è sceso dall’81,4% del 1960 a circa il 12,6% del 2008.

Alla luce dei recenti positivi sviluppi di alcune tecnologie rinnovabili elettriche, come eolico e fotovoltaico, che hanno un potenziale tecnico enorme non ancora sfruttato (almeno 130 TWh di produzione al 2020 per le associazioni di settore, 104 TWh per il governo), va sottolineata la potenzialità del “gigante dormiente” dell’energia termica da rinnovabili. Questo potenziale è ampiamente non utilizzato, secondo il Kyoto Club (potenziale tecnico al 2020 di 13,4 milioni di tep, 12 per il governo) ed oggi si aggira solo a 2,42 Mtep.

Nel corso dell’audizione Gamberale ha pertanto spiegato che con obiettivi sia sul fronte elettrico che termico, così ambiziosi, sarà necessario esplorare tutte le tecnologie e adottare tutte le possibili applicazioni (impianti integrati nelle strutture edilizie, generazione distribuita, impianti a terra).
I maggiori margini di crescita sono ottenibili innanzitutto con le “nuove rinnovabili”: solare (fotovoltaico, termico, termodinamico) ed eolico. L’uso delle biomasse ha un buon potenziale, ma può essere critica la filiera di approvvigionamento della biomassa.

Quali sono le priorità di intervento per il Kyoto Club? Va prima di tutto completato e potenziato il quadro normativo affinché le tecnologie a maggior potenziale possano diffondersi maggiormente e con efficacia. In particolare:

1. dare continuità agli incentivi esistenti promuovendo, in via prioritaria, i piccoli impianti (P<1MW) in generazione distribuita;
2. promuovere quelle tecnologie e applicazioni che tutelano l’uso del suolo e che riducono l’uso di risorse naturali altrimenti impiegabili;
3. associare la diffusione delle fonti rinnovabili con interventi di risparmio energetico.

Altro aspetto di grande urgenza è rimuovere tutte le barriere non fisiche per la realizzazione degli interventi attraverso un’azione coordinata con le Regioni, che fra l’altro dovranno accollarsi un ruolo chiave nell’impegno nazionale (burden sharing).

Ma vediamo per ogni singola tecnologia quali strumenti sarebbero da attivare quanto prima secondo la visione del Kyoto Club.
Per il fotovoltaico bisognerà ridurre gli incentivi ad un livello accettabile per gli impianti a terra, analogamente a quanto fatto da Spagna e Germania. Un ipotesi è un decremento di circa il 15% a partire dal 2011. Al contempo non andrebbero tagliati gli incentivi per gli impianti fotovoltaici integrati su strutture edilizie e prevedere l’estensione la tariffa fissa incentivante (conto energia) anche agli impianti fotovoltaici a concentrazione. Un altro tassello allo sviluppo della tecnologia è di obbligare l’installazione del fotovoltaico sulle coperture dei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni edilizie.

Vediamo alcuni strumenti per l’eolico. In primis è necessaria la semplificazione delle procedure autorizzative degli impianti, purché rispettino determinati requisiti (DIA). Per superare le immense difficoltà, le lungaggini e le particolarità burocratiche che devono affrontare gli operatori sarebbe opportuno armonizzare le normative regionali. Last but not least, approvare le ormai famigerate “linee guida per l’inserimento dell’eolico nel paesaggio”, mai approvate definitivamente per l’opposizione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Per quanto riguarda la biomassa sarà fondamentale promuovere esclusivamente interventi che realizzino un’effettiva cogenerazione (impiego di almeno il 50% del calore generato) attraverso interventi distribuiti di piccola taglia (fino a 3 MW) che utilizzino biomassa con garanzia di origine.
Il motivo di questa posizione è spiegabile dal fatto che il recupero termico migliora notevolmente il rapporto costi-benefici degli impianti e la biomassa in ingresso viene così più opportunamente valorizzata. Inoltre, con tale approccio si potrà ridurre l’impatto in termini di uso del suolo a parità di energia prodotta. La garanzia di origine, infine, punta ad evitare che si assista a fenomeni di deforestazione e di degradazione ambientale, specialmente in paesi lontani e in genere nei Pvs.

La crescita della geotermia, soprattutto a bassa entalpia, in Italia richiederà anch’essa la semplificazione dei procedimenti autorizzativi per gli impianti di climatizzazione che impiegano pompe di calore geotermiche (dare seguito con tempestività agli strumenti attuativi previsti dalla legge 99 del 23 luglio 2009).

L’altra fondamentale gamba per raggiungere gli obiettivi 2020, ha spiegato alla Commissione Ambiente del Senato il coordinatore del Gruppo di Lavoro Rinnovabili del Kyoto Club, è l’efficienza energetica. Affinché nel nostro paese possa sfruttare il suo potenziale sarà importante “semplificare”, alleggerendo l’iter autorizzativo per la generazione distribuita in aree urbane e incentivando nel tempo con la detrazione fiscale gli interventi realizzati in questo ambito. Va poi modificato o potenziato il sistema dei titoli di efficienza energetica (certificati bianchi).
In edilizia andrebbero, inoltre, estesi gli standard previsti dal Dlgs 192/05 anche ad altri settori, quali l’efficienza di elettrodomestici, illuminazione, motori elettrici, ecc. L’informazione del cittadino su questo terreno è poi un aspetto chiave; pertanto va ripristinato l'obbligo di allegare la certificazione energetica agli atti di compravendita e locazione degli immobili che il DL 112/08 ha cancellato.

Gamberale ha concluso il suo intervento sollecitando i decisori politici nazionali e locali ad un’azione incisiva e rapida su queste materie, alla luce degli impegni europei al 2020, del Protocollo di Kyoto (2008-2012) e per quelli globali sulle emissioni climalteranti post-2013 che verranno decisi a partire dal dicembre di quest’anno. Ma soprattutto perché sarà molto probabile che assisteremo a periodi con prezzi dell’energia sempre più elevati. In questo quadro sarà capitale anche una profonda modificazione degli attuali stili di vita della nostra società.