martedì 10 novembre 2009

Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2009

Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2009

(www.arpa.veneto.it)

Città e Cittadinanza
9 – 15 novembre 2009
“Città e Cittadinanza” è il tema scelto per la 4^ edizione della Settimana UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, patrocinata e promossa dalla Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO nell’ambito del Decennio ONU di Educazione allo Sviluppo Sostenibile.

La manifestazione ha lo scopo principale di far crescere nella collettività l’interesse per la realizzazione di una città ecologica e solidale in cui la presenza di una cittadinanza consapevole e partecipe sia una realtà sempre più ricca di significati.

Sviluppo urbano, inquinamento, consumi e sistemi di produzione, integrazione e intercultura sono solo alcuni degli argomenti proposti nell’ambito della Settimana UNESCO 2009, che saranno oggetto di iniziative da parte delle Associazioni, Amministrazioni Locali, Scuole, ONG e altri soggetti che si occupano di educazione allo sviluppo sostenibile.

Nella Regione Veneto, le iniziative relative alla manifestazione, si svolgeranno con il coordinamento di ARPAV e della Rete Regionale IN.F.E.A.

ARPAV partecipa alla Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile con le seguenti iniziative:

°promozione della Settimana attraverso il proprio sito web;

°promozione degli eventi DESS che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale e nella regione Veneto attraverso la Rete Regionale di Educazione Ambientale e il proprio sito web;

°stampa e diffusione della pubblicazione Città Sostenibile: Impresa Comune (pdf 6MB), predisposta dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e Coordinamento Interregionale IN.F.E.A.. L’opuscolo verrà diffuso attraverso la Rete Regionale di Educazione Ambientale e i Nodi IN.F.E.A..

Rinnovabili 2020, per l′Enea un traguardo più vicino

Rinnovabili 2020, per l′Enea un traguardo più vicino di qualenergia.it - 01/11/2009


Grazie alla crisi e all’efficienza energetica gli obiettivi europei del 2020 per l’Italia saranno più facili da raggiungere. Sono buone notizie per il nostro paese quelle portate ieri dall’ENEA alla commissione Ambiente del Senato. I nuovi numeri (vedi allegato) - elaborati dall’ente assieme a Erse e ministero dello Sviluppo Economico - ridimensionano lo sforzo necessario per arrivare, entro il 2020, a soddisfare con le rinnovabili quel 17% del fabbisogno di energia primaria, come ci richiede l′Eimpegno preso in Europa. A causa del rallentamento economico la fame di energia del nostro paese crescerà infatti meno di quanto si era previsto e dunque sarà più facile raggiungere la quota percentuale.

Se prima della crisi l’ENEA stimava che al 2020 l’Italia avrebbe avuto bisogno di energia per 164 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (Mtep), ora il fabbisogno previsto è sceso a 150 Mtep. Se si considera anche il contributo - 23 Mtep - atteso dagli interventi per l’efficienza energetica la domanda al 2020 scende a 126 Mtep. Ecco dunque gli sforzi necessari secondo il nuovo scenario Enea: nel settore del calore le fonti pulite dovranno moltiplicarsi per 4 (da 2,6 a 9,2 Mtep). Lo sforzo proporzionalmente più grande si dovrà fare nei trasporti, per i quali l’Ue pone l’obbligo che vengano alimentati per il 10% a rinnovabili: da 0,2 Mtep a 4,2, mentre nel settore elettrico le rinnovabili , dai 7,1 Mtep del 2005 a 21,7 nel 2020. Nel settore elettrico le fonti pulite invece dovranno raddoppiare: da 4,3 a 8,3 Mtep. Le tecnologie che dovranno crescere di più? L’eolico, che dovrà triplicare, il fotovoltaico, che dovrà moltiplicarsi per 30, e il solare termodinamico che al 2020 dovrà fornire da 2 a 3 Mtep.

Interessante poi anche la parte della relazione in cui si illustrano le nuove tecnologie su cui l’ente sta lavorando: il solare termodinamico di seconda generazione innanzitutto, il fotovoltaico a concentrazione e nuovi materiali per il mini eolico. Tecnologie che creeranno anche nuova occupazione: dei 250mila occupati che il settore delle rinnovabili potrà avere nel 2020, il solare termoelettrico, secondo Enea, ne potrà contare 20mila. Posti di lavoro che vanno ad aggiungersi ai 27 mila previsti per il fotovoltaico, mentre la parte del leone la faranno biomasse ed eolico, rispettivamente 65mila e 75.500 occupati.

Ma la fonte con maggiori potenzialità per raggiungere gli obiettivi del 2020, applicabile a tutti i settori, nello scenario presentato è senz’altro l’efficienza energetica. Efficienza negli usi finali, utilizzo razionale dell’energia e efficienza nel sistema elettrico messe assieme, secondo l’Enea, contribuiranno al 77% della riduzione delle emissioni al 2020. Un ruolo determinante che pure altri stimano ancora più sostanzioso: se per l’Enea l’efficienza può ridurre di 23 Mtep il fabbisogno energetico al 2020 per la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ( Qualenergia.it “Rinnovabili 2020, prove di burden sharing" ) può fare ancora di più, contribuendo con 33 Mtep.

Arriva il fotovoltaico galleggiante

Arriva il fotovoltaico galleggiante di cianciullo.blogautore.repubblica.it - 02/11/2009

Anche il fotovoltaico può diventare off shore: pannelli solari galleggianti. La proposta viene dall’Anbi, l’associazione che nasce per coordinare le bonifiche e si trova ora a gestire superfici importanti. In Romagna hanno messo a punto il progetto Loto, un sistema per l’integrazione ambientale dei pannelli fotovoltaici in specchi d’acqua interni (piccoli laghetti, stagni, laghi di montagna). La foto qui accanto si riferisce a un impianto galleggiante a moduli di circa 20 – 25 metri di diametro ciascuno, per una produzione di picco stimata di 20 chilowatt a modulo. L’idea di base è inserire il fotovoltaico in un ambiente artificiale, già antropizzato, senza sottrarre spazio all’attività agricola e disponendo di un sistema facile da montare.

Il fotovoltaico organico si fa più efficiente

Il fotovoltaico organico si fa più efficiente di ilpannellofotovoltaico.com - 04/11/2009


Qual è il miglior modo per rispondere alle critiche? Beh, dimostrare il contrario e, se la critica è fondata, proporre un’alternativa credibile. E così, per non dover essere più costretti a prestare il fianco ad uno dei principali punti deboli che si continua ad imputare alla tecnologia fotovoltaica, ovvero la difficile reperibilità e l’elevato costo del silicio, la ricerca continua a insistere su altri elementi conduttori, in particolare quelli organici.

Di questo abbiamo già parlato e gli studi sull’impiego di tali sostanze per la costruzione dei pannelli fotovoltaici del domani, non è una novità. Il problema però è che, almeno fino ad oggi, tali nuove tecnologie scontano una scarsa efficienza e questo le rende suggestivi progetti, ma scarsamente attuabili. Le cose, però, stanno cambiando e anche le celle solari costruite con materiali organici potrebbero divenire efficienti come le “sorelle” al silicio, sostituendole egregiamente. Si prenda l’esempio degli Oled (Organic Light Emitting Diode), materiali che presentano il vantaggio di abbattere i costi di fabbricazione, rispetto ai semiconduttori inorganici al silicio, ma che, rispetto ad essi, sono molto meno efficienti. E infatti, proprio da qui è partita la ricerca per sviluppare dispositivi atti a migliorare l’efficienza di tali pannelli, fino ad arrivare al “Ligth Trapping”.
Si tratta delle “trappole che concentrano la luce” per ottimizzare l’efficienza dei pannelli che fanno uso di semiconduttori organici. Li ha realizzati un team di ricercatori del Tasc-Cnr nei laboratori all’interno dell’Area Science Park, il parco scientifico e tecnologico vicino a Trieste, in collaborazione con il Biomolecular and Organic Elctronics Center of Organic Electronics dell’Università di Linkopings, in Svezia.

Gli studi sono stati motivati proprio dall’esigenza di riuscire ad affrancarsi dalla dipendenza delle celle fotovoltaiche in silicio e svilupparne di nuove con sistemi alternativi, per diminuire l’attuale costo di un dollaro per watt fotovoltaico. Come? Con il nuovo sistema di micro-concentratori di luce. Sono microlenti di circa 80 milionesimi di millimetro (nanometri) di diametro in grado di focalizzare la luce incidente attraverso le fenditure di una superficie completamente riflettente, sotto cui vi sono la cella solare e una seconda superficie riflettente, così che la luce resta intrappolata tra le due superfici e, passando ripetutamente attraverso la cella, è completamente assorbita da quest’ultima.

Questo sistema d’intrappolamento è stato testato in accoppiamento con una cella fotovoltaica di tipo organico, ottenendo aumenti dell’efficienza di circa il 20% con pannelli di spessore inferiore e dai costi decisamente più contenuti. Che dire, ottime notizie per il futuro, ma anche per il presente!

Fotovoltaico, Kyoto Club aderisce all’abolizione Ici

Fotovoltaico, Kyoto Club aderisce all’abolizione Ici
Impianti fotovoltaici ‘siti di pubblica utilità’ non equiparati agli opifici.


02/11/2009 - Più incentivi per il fotovoltaico. In occasione di Key Energy, fiera internazionale di Rimini per energia, clima e mobilità sostenibile, le associazioni ambientaliste, tra cui Kyoto Club, aderiscono alla proposta per l’abolizione dell’Ici per gli impianti che producono energie rinnovabili. Il documento, contenente la proposta, sarà esaminata dalle Agenzie territoriali e dalle Commissioni parlamentari competenti.

Secondo Leonardo Berlen, portavoce di Kyoto Club, per raggiungere l’obiettivo produttivo di 15 gigawatt da solare entro il 2020 gli impianti non possono più essere considerati opifici, ma dichiarati “siti di pubblica utilità”. In questo modo verrebbe meno l’imposta comunale prevista per le altre attività produttive.

In linea con questa posizione l’Agenzia del Territorio di Bologna, che tiene in considerazione la crescita del fotovoltaico italiano grazie agli incentivi del Conto Energia. Un sistema che può contare su 50 mila impianti realizzati e quasi mille megawatt di potenza in esercizio.

È la Puglia la prima regione italiana per potenza installata, mentre alla Lombardia spetta il primato del numero di impianti. Cifre con le quali si può stimare di raggiungere i 900 Mw entro la fine dell’anno. Periodo in cui sarà rinnovato il conto energia dal momento che il settore, nonostante la crescita, necessita ancora di aiuti pubblici. Per il futuro il film sottile e altri nuovi materiali consentiranno un sensibile abbassamento dei costi.

Ricordiamo che il 6 novembre dell’anno scorso, con la Risoluzione 3/2008 l’Agenzia delle Entrate ha equiparato gli impianti fotovoltaici agli opifici dal momento che i pannelli posizionati permanentemente al suolo possono essere paragonati alle turbine delle centrali elettriche. Posizione confermata tenendo in considerazione che gli impianti fotovoltaici sono collocati in aree sottratte alla produzione agricola e che l’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica nazionale. Circostanze per le quali gli immobili ospitanti impianti si qualificano come unità immobiliari, a differenza delle porzioni di fabbricato che ospitano impianti di modesta potenza destinati ai consumi domestici.

Secondo Leonardo Berlen, portavoce di Kyoto Club, per raggiungere l’obiettivo produttivo di 15 gigawatt da solare entro il 2020 gli impianti non possono più essere considerati opifici, ma dichiarati “siti di pubblica utilità”. In questo modo verrebbe meno l’imposta comunale prevista per le altre attività produttive.

In linea con questa posizione l’Agenzia del Territorio di Bologna, che tiene in considerazione la crescita del fotovoltaico italiano grazie agli incentivi del Conto Energia. Un sistema che può contare su 50 mila impianti realizzati e quasi mille megawatt di potenza in esercizio.

È la Puglia la prima regione italiana per potenza installata, mentre alla Lombardia spetta il primato del numero di impianti. Cifre con le quali si può stimare di raggiungere i 900 Mw entro la fine dell’anno. Periodo in cui sarà rinnovato il conto energia dal momento che il settore, nonostante la crescita, necessita ancora di aiuti pubblici. Per il futuro il film sottile e altri nuovi materiali consentiranno un sensibile abbassamento dei costi.

Ricordiamo che il 6 novembre dell’anno scorso, con la Risoluzione 3/2008 l’Agenzia delle Entrate ha equiparato gli impianti fotovoltaici agli opifici dal momento che i pannelli posizionati permanentemente al suolo possono essere paragonati alle turbine delle centrali elettriche. Posizione confermata tenendo in considerazione che gli impianti fotovoltaici sono collocati in aree sottratte alla produzione agricola e che l’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica nazionale. Circostanze per le quali gli immobili ospitanti impianti si qualificano come unità immobiliari, a differenza delle porzioni di fabbricato che ospitano impianti di modesta potenza destinati ai consumi domestici.

(Paolo Mammarella - Edilportale)

Le presentazioni del Convegno "Verso quota 1.000. Il fotovoltaico ha messo le ali"

03/11/2009 (Kyoto Club)

Le presentazioni del Convegno "Verso quota 1.000. Il fotovoltaico ha messo le ali"

Relatori e presentazioni del convegno organizzato dal Kyoto Club nell’ambito di Key Energy 2009 a Rimini.
Il Kyoto Club ha organizzato il 28 ottobre 2009 nell'ambito di Key Energy 2009 a Rimini, il convegno "Verso quota 1.000. Il fotovoltaico ha messo le ali".

Il convegno si è focalizzato sul settore fotovoltaico e sull'attuale sistema di incentivazione. Secondo il contatore del GSE, risulta ampiamente superata la quota di 600 MW di potenza cumulativa con l'attuale sistema di incentivazione.
Il contatore ci dice che a fine ottobre, tra il vecchio e il nuovo conto energia la potenza in esercizio risultava pari a circa 650 MW per oltre 53mila impianti realizzati.
Dobbiamo però ricordare che il dato del conto energia che il GSE segnala sul proprio contatore risale in genere all'incirca a 40-50 giorni precedenti e, dunque, dobbiamo considerarlo certamente sottostimato rispetto al reale stato attuale delle installazioni.
Sarà realistico arrivare a quota 1.000 entro la fine dell'anno e a 2 GW a fine 2010?

I relatori e le presentazioni:

Hanno moderato:

Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club
Leonardo Berlen, responsabile comunicazione Kyoto Club


•Maurizio Cuppone – Direzione Operativa GSE – Gestore Servizi Elettrici, "Il conto Energia Fotovoltaico"
•Paola Delli Veneri – Ricercatrice sezione Fotovoltaica- Enea, "Le potenzialità del fotovoltaico: lo stato dell'arte e la ricerca in Enea"
•Daniele Togni – Socio ANIE/GIFI – Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, "La proposta ANIE/GIFI per il Conto Energia dopo il 2010"
•Paolo Zavatta – Direttore Commerciale – Conergy, "Qualità e integrazione del sistema: il contributo di Conergy alla crescita del fotovoltaico in Italia"

Ha partecipato al convegno anche Christopher Flavin, presidente di WorldWatch Institute che ha fornito un quadro internazionale del settore fotovoltaico.

martedì 3 novembre 2009

No all’applicazione dell’ICI per gli impianti che producono energia rinnovabile

02/11/2009 (Kyoto Club)

No all’applicazione dell’ICI per gli impianti che producono energia rinnovabile !!!

Quattordici associazioni ambientaliste e di categoria hanno condiviso un documento che chiede l'abolizione dell'Ici sugli impianti alimentati a fonti rinnovabili perché di pubblica utilità e perché vanno ad inficiare i meccanismi incentivanti con i quali lo Stato intende sostenerli.
Le Associazioni ANEV, APER, ASSOLTERM, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, FIRE, GIFI, GREENPEACE ITALIA, GSES, ISES ITALIA, ITABIA, KYOTO CLUB e LEGAMBIENTE hanno condiviso un documento di analisi sulle passate Risoluzioni dell’Agenzia del Territorio, in cui si obbliga l’accatastamento e quindi la conseguente applicazione dell’ICI agli impianti rinnovabili.

Ciò incide gravemente sulle ipotesi di raggiungimento degli obiettivi europei posti al 2020 (17% della produzione di energia rinnovabile sui consumi finali nazionali), tendendo a vanificare l’effetto degli strumenti di incentivazione sviluppati a sostegno delle fonti pulite.

Riprendendo il dettato normativo riferito al settore e le motivazioni sancite da alcune Commissioni Tributarie Provinciali, le Associazioni propongo al Legislatore di chiarire il quadro regolatorio affinché, attraverso una modifica legislativa, gli impianti di produzione di energia rinnovabile siano considerati come unità immobiliari finalizzate al soddisfacimento di esigenze pubbliche e pertanto esentate dall’applicazione dell’ICI.

La proposta di modifica sarà inviata al Legislatore e sostenuta attraverso diverse iniziative che si metteranno in cantiere.

In allegato il Documento condiviso dalle Associazioni.