martedì 17 novembre 2009

Mutuo per i pannelli fotovoltaici

Come aprire un mutuo per installare i pannelli solari. Le principali difficoltà per chi si interessa all'energia solare ed ai pannelli solari sono il costo dell'investimento iniziale e le pratiche burocratiche per entrare nel conto energia. Solitamente le aziende installatrici forniscono anche consulenza e aiuto per svolgere tutte le pratiche (del resto è loro interesse farlo). Al proprietario dell'impianto solare resta l'onere finanziario. Vista l'entità ventennale del Conto Energia è utile affrontare l'investimento aprendo un mutuo bancario. Di recente sono nati veri e propri strumenti bancari dedicati al fotovoltaico ed al conto energia. In questa pagina faremo qualche esempio. Segnalateci via email altre iniziative bancarie simili e le aggiungeremo alla lista.

Mutuo Energy della BCC
Le Banche di Credito Cooperativo (BCC) hanno lanciato uno strumento dedicato al finanziamento degli investimenti nel settore fotovoltaico privato. Il mutuo si chiama 'Energy' (fonte BCC 17/9/2009). Il mutuo Energy è destinato a coloro che vogliono installare un impianto fotovoltaico collegato alla rete pubblica. Per i privati l'importo finanziabile va da un minimo di 5 mila euro ad un massimo di 30 mila. Per le imprese l'importo finanziabile va da 10 mila euro fino a 750 mila euro. La durata del mutuo per i privati va da 24 a 180 mesi. La durata non è invece indicata per le imprese. Oltre al finanziamento la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate fornisce al cliente un'accurata analisi costi-benefici e uno studio di fattibilità. Per ulteriori informazioni rimandiamo direttamente alla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate (fonte: www.creditocooperativo.it).

Il fotovoltaico sposa la ceramica

Le aziende italiane della ceramica, da sempre leader nel mondo per qualità, design ed innovazione, sempre più sperimentano, brevettano e lanciano sul mercato nuovi prodotti che guardano al futuro. Questa volta la caratteristica dell’innovazione è la tecnologia fotovoltaica che viene coniugata con la piastrella, la tegola o la lastra in ceramica per ottenere dei veri e propri pannelli fotovoltaici in grado di produrre energia.

Il concetto di base è relativamente semplice: utilizzare lo sviluppo superficiale di questi prodotti da costruzione e la loro posizione nella copertura esterna dei fabbricati per aggiungere una nuova ed importante funzionalità, la produzione di energia dal sole.

Nelle fiere dedicate al fotovoltaico, così come in quelle dedicate ai prodotti per l’edilizia sempre più capita di vedere tra gli espositori aziende del settore della ceramica che espongono soluzioni fotovoltaiche attraverso un gamma di prodotti per facciate di edifici o coperture di tetti che inglobano celle fotovoltaiche. A Bologna si tiene il Saie Energia, un salone di richiamo internazionale nato proprio per creare un collegamento diretto tra il mondodell’energia e quello delle costruzioni.

In questa direzione va System Photonics, azienda non a caso nata a Fiorano Modenese, nel cuore del distretto della ceramica, che produce superfici fotovoltaiche utilizzando come supporto una sottile lastra ceramica. Il nuovo prodotto è stato presentato anche negli Stati Uniti al Solar Power la più importante manifestazione fieristica americana dedicata all’energia solare tenutasi dal 27 al 29 ottobre scorso.

Grazie ad una rivoluzionaria tecnologia questa azienda produce una “piastrella” che consente di costruire sistemi fotovoltaici perfettamente integrabili a livello estetico, architettonico ed ambientale, in qualunque tipo di costruzione. Il processo di produzione parte dall’utilizzo di un sottile substrato ceramica di 3 millimetri come supporto delle lastre su cui sono poi laminate le celle fotovoltaiche con l’ausilio di un innovativo materiale incapsulante. Le lastre fotovoltaiche ottenute hanno la caratteristica di essere modulabili, facili da montare e poi da manutenere, sono calpestabili, impermeabili e completamente riciclabili a fine vita.

Nella stessa direzione va un altro prodotto, Tegolasolare, presentato questa volta al SAIE Energia di Bologna (28-31 ottobre) da Area Industrie Ceramiche, azienda di Anagni.

Si tratta della classica tegola in cotto ma evoluta sia nella composizione che nella funzionalità: al supporto, realizzato con impasto atomizzato di ceramica, è stato abbinato, con sistema brevettato, un pannello fotovoltaico totalmente integrato per la produzione di energia elettrica. Ogni tegola è collegata in serie all’altra formando un vero e proprio impianto fotovoltaico totalmente integrato e in armonia con l’estetica dell’edificio. Caratteristica importante è il fatto che Tegolasolare può essere installata anche senza l’applicazione del pannello fotovoltaico che può essere aggiunto anche in un secondo momento. Questa sistema facilita anche le operazioni di manutenzione o addirittura la sostituzione dei pannelli con altri più avanzati seguendo l’evoluzione tecnologica del fotovoltaico.



Di questo passo, grazie alla creatività ed alla capacità di innovazione tutta italiana i poli italiani della ceramica potranno presto vedere un profondo cambiamento e rinascere come poli integrati di materiali per costruzioni e di energie rinnovabili.

(fonte : Pienosole)

Quanta energia c'è in un pannello fotovoltaico?

Un interessante confronto con l’uranio In un articolo pubblicato da Martin Roscheisen sul blog di www.nanosolar.com viene svolta una interessante considerazione sul “contenuto energetico equivalente” dell’uranio utilizzato nelle centrali nucleari in confronto a quello del composito CIGS (Rame, Indio,Gallio e Selenio) con proprietà di semiconduttore usato nelle celle fotovoltaiche thin film. Entrambi sono materiali utili a produrre energia elettrica.

Partendo dalla constatazione che una persona comune associa normalmente ad 1 chilogrammo di uranio arricchito una quantità enorme di energia, sufficiente a produrre per anni energia elettrica in una centrale nucleare, Roscheisen si è chiesto quale sia a confronto la capacità di generare energia elettrica di una pari quantità di un materiale “nuovo” come il CIGS utilizzato nei sistemi fotovoltaici di seconda generazione.

La risposta che è venuta dagli esperti è di quelle che lasciano il segno: 1chilogrammo di CIGS utilizzato per produrre celle fotovoltaiche thin film produce una quantità di energia elettrica 5 volte maggiore di quella prodotta da 1 chilogrammo di uranio arricchito utilizzato in una centrale nucleare.

Per di più l’uranio arricchito una volta utilizzato si esaurisce e deve essere stoccato in una discarica per materiale radioattivo con tutti i problemi che ne conseguono, il CIGS produce energia dal sole per tutta la durata della vita della cella solare dopo di che può essere recuperato e riutilizzato per un numero indefinito di volte.

Non conosciamo gli elementi di dettaglio che hanno portato a calcolare i rispettivi “potenziali energetici” dei due materiali messi a confronto, di sicuro però l’articolo di Martin Roscheisen con una semplice comparazione offre un’interessante spunto di riflessione per diversi aspetti di enorme importanza : ambientali, economici, sociali e persino di etica.
Roma si illumina di nuovo: Fotovoltaico e LED per i lampioni pubblici



E’ stato presentato in Campidoglio il progetto per la nuova illuminazione pubblica di Roma. Il piano, predisposto in collaborazione con l’Acea, è impostato su innovazione tecnologica e risparmio energetico. E’ prevista infatti la graduale sostituzione delle attuali lampade a vapori di sodio con lampade a nuova tecnologia Led e l’installazione in alcuni quartieri di lampioni fotovoltaici.

Come è noto le lampade a LED ,tecnologia innovativa nel campo dell’illuminazione, hanno prestazioni elevatissime a fronte di consumi veramente parsimoniosi. La luce prodotta è molto intensa e brillante e farà presto dimenticare i riflessi gialli emessi dalle attuali lampade ai vapori di sodio. A gennaio è prevista la nuova illuminazione in 16 strade per un totale di 361 lampioni, per arrivare progressivamente entro il 2015 a 15 mila punti Led.

(fonte : Pienosole)

Legambiente : UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER OGNI CASA

E' partita la nuova campagna di Legambiente che, con una petizione a cui si può aderire anche dal sito http://www.legambiente.eu/, chiede allo Stato di mettere in atto misure tali da promuovere l'installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto di ogni casa.



La campagna "Sole per tutti" è stata lanciata per sensibilizzare i Paesi industrilizzati sulla necessaria riduzione delle CO2, una delle cause principali delle catastrofi causate dai cambiamenti climatici.



"Non c'è più tempo e servono risposte immediate sui cambiamenti climatici - dice Andrea Poggio, vicedirettore Nazionale di Legambiente - Noi siamo come sempre in prima fila e faremo la nostra parte: con questa petizione chiediamo al Governo impegni seri e concreti, a sostegno delle nostre proposte che potranno anche rilanciare l'economia in crisi. Copenhagen è un'occasione da non perdere ma tutti possono fare la propria parte per fermare i cambiamenti climatici. Lo Stato dovrà dare una risposta alle migliaia di firme dei cittadini italiani e aiutarci perché sul tetto di ogni italiano ci sia un impianto solare. Siamo o non siamo il Paese del Sole?"



Questi gli impegni che la petizione di Legambiente chiede allo Stato:



◦un metro quadrato a testa di solare termico: Oggi in Austria vi sono 40 volte più collettori per abitante dell'Italia, noi vogliamo arrivare a un metro quadrato a testa di collettore per scaldare l'acqua per gli usi domestici. Si può fare se il Governo assicura anche in futuro la detrazione dalle tasse del 55% delle spese. Produrre e installare un metro di collettore solare a testa creerebbe 400 mila posti di lavoro. L'energia risparmiata, 42 Twh termici, sarebbe pari a quella consumata da 4 grandi centrali.

◦10.000 MW fotovoltaici: Il Governo deve lasciare gli incentivi in "Conto Energia" per tutti coloro che vogliono installare pannelli solari sugli edifici. Per generare 10.000 MW FV, pari al fabbisogno quotidiano di energia elettrica in Italia, si impegnerebbero solamente il 7% dei tetti delle costruzioni esistenti, fornendo direttamente elettricità pulita agli abitanti e si creerebbero così 100mila posti di lavoro. La produzione sarebbe pari al 5% dell'elettricità oggi consumata in Italia, anche di più se si utilizzassero apparecchi ad alta efficienza. I pannelli sono sempre meno costosi e in pochi anni non avrebbero più bisogno di incentivi.

◦un milione di case efficienti all'anno: E' possibile offrire a tutti la possibilità di vivere in case moderne e confortevoli, con consumi energetici e bollette dimezzate. E' urgente un diffuso programma di riqualificazione degli edifici e semplificare le procedure, confermando la detrazione del 55% degli investimenti energetici nelle nostre abitazioni. Nelle case efficienti, come quelle di classe A o B, si ha mediamente un risparmio di 1000 euro l'anno a famiglia. Gli incentivi del 55% hanno mosso in 2 anni investimenti pari a 3,5miliardi di Euro e già permesso di risparmiare 2,7 Twh all'anno.

◦Vita più semplice per chi si impegna: Ai Comuni, alle Regioni e al Governo Nazionale chiediamo di aiutare tutti coloro che vogliono installare un pannello solare o realizzare un intervento di risparmio energetico attraverso una semplificazione decisa di tutte le procedure burocratiche.




Fonte: Legambiente

martedì 10 novembre 2009

Legambiente: sul solare il Nord batte il Sud. Palma d’oro a Trento

Legambiente: sul solare il Nord batte il Sud. Palma d’oro a Trento

(www.e-gazzette.it)

Roma, 7 novembre – Italia a due velocità anche per quanto riguarda la produzione di energia solare e la diffusione di fonti rinnovabili. In questo capitolo la palma di comune più attivo va a Trento, seguita da Alessandria, Brescia, Bologna e Palermo. Sud un po' più presente invece per quanto riguarda i pannelli solari termici, classifica guidata da Bolzano, seguita da Trento, Lecce, Grosseto e Aosta. La Capitale domina invece la classifica dei comuni che hanno adottato le energie pulite per gli edifici pubblici. Questa la fotografia scattata da Legambiente ed Eurosolar con “Comuni rinnovabili 2005”, secondo rapporto sulla diffusione delle fonti rinnovabili nei capoluoghi di provincia italiani.
Quindi, evidenzia lo studio, anche questa volta il Mezzogiorno emerge a fatica, anche se buoni esempi si trovano a Ragusa, Trapani, Catania, Avellino e Crotone.
Secondo il Rapporto, Trento risulta essere il comune italiano con il maggior numero di impianti solari, con ottimi risultati sia per il solare termico (con 4.300 mq installati, una media di 39,90 mq ogni 1.000 abitanti) che per il solare fotovoltaico, con 210 kW installati, pari a una produzione di 210mila kWh/anno.
Più in particolare, per il solare termico (soprattutto riscaldamento di abitazioni e acqua) si fa largo Bolzano, con la più alta diffusione in Italia di pannelli, sia in assoluto che in rapporto alla popolazione (4.983 mq e una media di 51,26 ogni 1.000 abitanti). Il merito di questi risultati, rilevano Legambiente ed Eurosolar, va ascritto ''alle politiche di incentivo promosse dai due comuni e dalle province autonome di Bolzano e Trento, con finanziamenti continui che permettono di dare certezza agli investitori che non devono dipendere da incentivi discontinui nel tempo e graduatorie di selezione”.
Come accennato, Roma guida la classifica della diffusione delle fonti rinnovabili nelle strutture edilizie delle amministrazioni (scuole, uffici, biblioteche, eccetera), grazie all'installazione di 930 mq di pannelli solari termici e 178 kW di pannelli solari fotovoltaici. Per il solare termico si segnalano anche Modena, con 403 mq di pannelli, e Palermo, con 263 mq. Per il solare fotovoltaico i migliori risultati dopo Roma sono quelli di Parma, con 120 mq, e due città del Mezzogiorno: Benevento (con 81 kW) e Palermo (76 kW).
Se si prova a confrontare i dati italiani con la classifica dei comuni tedeschi fotografata dalla “Solarbundesliga”, sottolinea ancora Legambiente, “ci si rende conto, per usare un linguaggio calcistico, che siamo realmente in campionati differenti. In testa alla classifica è il piccolo comune di Rettenbach am Auerberg, che ha una media di 487 mq di solare termico ogni 1.000 abitanti e 795 Watt installati di fotovoltaico per abitante; tra i comuni con popolazione maggiore di 100 mila abitanti sono invece in testa Ulm (rispettivamente con 70 mq di solare termico e 20,1 di fotovoltaico) e Friburgo (con 50 mq di solare termico e 24,4 di fotovoltaico).
“I numeri italiani - spiega il presidente di Legambiente Roberto Della Seta - mostrano la poca attenzione da parte dei Comuni nei confronti del risparmio energetico: eppure gli incentivi per i 100 MW da sfruttare entro il 2010 disposti dal decreto del ministero delle attività produttive su Conto energia, sono già finiti. I provvedimenti che dovevano aiutare lo sviluppo delle rinnovabili non sono sufficienti e, peggio ancora, non sono riusciti a far recuperare il gap nei confronti degli altri Paesi europei”.

In Giordania nasce il parco fotovoltaico più grande del Mediterraneo

In Giordania nasce il parco fotovoltaico più grande del Mediterraneo

di Alessandra Mallarino - Nov 9th, 2009

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La Giordania avrà sul suo terreno il più grande parco fotovoltaico di tutta l’area mediterranea, con una potenza iniziale pari a 100 MWp, per passare in seguito a 200 MWp.

A Milano, la firma per gli accordi tecnici di quest’ambizioso progetto che rappresenta il lavoro sinergico tra la società italiana Solar Ventures e le società Kawar Energy ed First International for Investment and Trade, entrambe giordane.

La suddetta firma è avvenuta in concomitanza con l’evento “Jordan - Italy Business Forum”, alla presenza del Re di Giordania, Abdullah II Al Hussein, la nuova centrale, si è detto durante il Forum, coprirà un’area territoriale pari a due km2, per poi svilupparsi in un secondo tempo ancora di più e raggiungere l’estensione notevole di cinque KM2, tale area sarà coperta da 360.000 pannelli solari, per un totale di produzione energetica di 168.100 MWh annuali.

All’interno dell’accordo è entrata a farne parte anche la Ma’an Development Company (MDC), l’organismo per lo sviluppo del paese direttamente controllato dal governo giordano, la quale sta tentando di spingere e puntare sul solare e sull’eolico.

La MDC, nella pratica organizzativa e della gestione del progetto, metterà a disposizione il terreno ospite; trattasi di un terreno perfetto per le due caratteristiche principali: secchezza e costante sole.

Sempre nel rispetto dell’importanza dei numeri: 60.000 famiglie ne beneficeranno, e si evidenzierà un risparmio di 90.000 tonnellate di Co2 in atmosfera, in termini ambientalistici tale operazione corrisponderà a una piantagione “virtuale”di nove milioni di alberi di notevole altezza.

Questa strada e progetti simili sono molto probabilmente il futuro sul quale investire in un’ottica di risparmio energetico e di scelta consapevole dell’energia migliore da utilizzare nel quotidiano.