Il contatore del GSE ha segnato in questi giorni il superamento della soglia dei 700MW di potenza installata in impianti fotovoltaici. Più in dettaglio: sono in funzione oltre 56.400 impianti fotovoltaici, di cui circa 51.000 entrati in esercizio con il meccanismo di incentivazione del Nuovo Conto Energia e quasi 6.000 con quello del Vecchio Conto Energia con una potenza complessiva di, rispettivamente, circa 540MW e 164MW.
Da parte del GSE è possibile avere anche una fotografia aggiornata della distribuzione geografica del fotovoltaico nel paese.
Alla Puglia va la palma di regione con la maggiore potenza installata : oltre 96 MW. Alla Lombardia il primato di regione con il maggior numero di impianti: oltre 8.600.
In base alla potenza installata altre regioni virtuose sono la Lombardia con 84 MW e l’Emilia Romagna con 62MW, viceversa in coda alla graduatoria si ritrovano Liguria (5,8MW), Molise(2,7MW) e Valle d’Aosta (0,4 MW).
Nella classifica per numero di impianti dopo il primo posto della Lombardia si trovano l’Emilia Romagna (circa 5.300 impianti ) e il Veneto (circa 5.200), mentre fanalini di coda sono ancora la Liguria ( circa 760) , il Molise (180) e la Valle d'Aosta (59).
(fonte artcolo : pienosole.it)
lunedì 14 dicembre 2009
Sanyo presenta il camion fotovoltaico
Sanyo presenta il camion fotovoltaico
giovedì 10 dicembre 2009 ( fonte pienosole.it)
Alla Fiera internazionale “Eco Products 2009” che si tiene a Tokyo questa settimana Sanyo presenta il suo veicolo elettrico solare, più precisamente un camion.

Elementi caratteristici del veicolo sono i pannelli fotovoltaici e le batterie agli ioni di Litio che rendono il mezzo capace di percorrere 130 Km con una singola carica. Le batterie in dotazione si possono ricaricare con 16 ore di esposizione al sole oppure in 8 ore attraverso una presa di corrente.
Il camion è dotato di 9 pannelli fotovoltaici da 210Wp per una potenza complessiva di 1,89 kWp in grado di fornire circa 2000 kWh all’anno di energia elettrica che può essere immagazzinata nelle 3510 batterie cilindriche a ioni di Litio installate a bordo.
L’energia elettrica generata dai pannelli solari può non venire utilizzata solamente per la trazione,ma all’occorrenza può essere utilizzata per alimentare utenze esterne,ad esempio fari, pompe, motori esterni o altro.
giovedì 10 dicembre 2009 ( fonte pienosole.it)
Alla Fiera internazionale “Eco Products 2009” che si tiene a Tokyo questa settimana Sanyo presenta il suo veicolo elettrico solare, più precisamente un camion.

Elementi caratteristici del veicolo sono i pannelli fotovoltaici e le batterie agli ioni di Litio che rendono il mezzo capace di percorrere 130 Km con una singola carica. Le batterie in dotazione si possono ricaricare con 16 ore di esposizione al sole oppure in 8 ore attraverso una presa di corrente.
Il camion è dotato di 9 pannelli fotovoltaici da 210Wp per una potenza complessiva di 1,89 kWp in grado di fornire circa 2000 kWh all’anno di energia elettrica che può essere immagazzinata nelle 3510 batterie cilindriche a ioni di Litio installate a bordo.
L’energia elettrica generata dai pannelli solari può non venire utilizzata solamente per la trazione,ma all’occorrenza può essere utilizzata per alimentare utenze esterne,ad esempio fari, pompe, motori esterni o altro.
Il riciclo dei moduli fotovoltaici
Ancora c'è tempo ma, a partire dal 2015, bisognerà cominciare a preoccuparsi del riciclo dei moduli fotovoltaici.
"Il problema della gestione di dispositivi e impianti giunti al termine del loro ciclo vitale non ha ancora assunto un carattere di emergenza", ha dichiarato Alessandro Romeo di PV Cycle. Nonostante ciò l'industria di settore ha deciso di affrontare il problema in anticipo, lavorando a un programma finalizzato allo sviluppo di un sistema di raccolta e di riciclo dei dispositivi che hanno smesso di funzionare: il progetto PV Cycle. Si tratta di un'associazione volontaria che raccoglie gli operatori del settore impegnati a tutti i livelli della filiera, dai distributori agli importatori dei dispositivi fino ai distributori, il cui obiettivo è rendere l'industria fv 'double green', proprio occupandosi della gestione dei rifiuti fv e della loro reimmissione nel ciclo produttivo. L'associazione, che attualmente conta 41 aziende che rappresentano ben l'85% del mercato fotovoltaico europeo e alla quale hanno aderito anche importanti produttori americani e asiatici, ha stipulato un accordo con l'Unione Europea con un ambizioso obiettivo: raccogliere il 65% dei moduli a fine vita installati a partire dal 1990 e riciclare l'85% di essi. Il primo piano di raccolta e riciclo sarà avviato il prossimo anno a cominciare dalla Germania, per poi essere progressivamente esteso a tutti i principali Paesi europei.
Fonte: Ansa
"Il problema della gestione di dispositivi e impianti giunti al termine del loro ciclo vitale non ha ancora assunto un carattere di emergenza", ha dichiarato Alessandro Romeo di PV Cycle. Nonostante ciò l'industria di settore ha deciso di affrontare il problema in anticipo, lavorando a un programma finalizzato allo sviluppo di un sistema di raccolta e di riciclo dei dispositivi che hanno smesso di funzionare: il progetto PV Cycle. Si tratta di un'associazione volontaria che raccoglie gli operatori del settore impegnati a tutti i livelli della filiera, dai distributori agli importatori dei dispositivi fino ai distributori, il cui obiettivo è rendere l'industria fv 'double green', proprio occupandosi della gestione dei rifiuti fv e della loro reimmissione nel ciclo produttivo. L'associazione, che attualmente conta 41 aziende che rappresentano ben l'85% del mercato fotovoltaico europeo e alla quale hanno aderito anche importanti produttori americani e asiatici, ha stipulato un accordo con l'Unione Europea con un ambizioso obiettivo: raccogliere il 65% dei moduli a fine vita installati a partire dal 1990 e riciclare l'85% di essi. Il primo piano di raccolta e riciclo sarà avviato il prossimo anno a cominciare dalla Germania, per poi essere progressivamente esteso a tutti i principali Paesi europei.
Fonte: Ansa
Fotovoltaico anche sull’acqua
Fotovoltaico anche sull’acqua
Nato dalla collaborazione tra gli studi di progettazione di Daiet e del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nell’ambito dell’iniziativa “Loto Progetto Energia” varato da ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari), il primo impianto fotovoltaico galleggiante sull’acqua si trova a Solarolo, in provincia di Ravenna, ed è una struttura galleggiante con dimensione di circa 25 metri di diametro e una potenza di picco di 19,98 kWp.
Sulla struttura galleggiante, progettata con elementi testati già da anni in ambiente marino per la realizzazione di ponti mobili, si può installare qualsiasi tipologia di modulo fotovoltaico. Il sistema, oggetto di brevetto dedicato, è progettato per evitare che il movimento ondoso dell’acqua provochi la rottura dei vetri a protezione delle celle fotovoltaiche.
Le correnti d’acqua presenti hanno infatti reso necessario ancorare in più punti della terraferma la struttura; le connessioni elettriche sono state vulcanizzate e integrate in tubazioni in pvc che rendono il sistema completamente stagno.
Il primo impianto fotovoltaico galleggiante è stato realizzato in California presso l’azienda vinicola “Far Niente Winery”, per l’occasione ribattezzato “Floatovoltaic” un gioco di parole fra “floating" (galleggiante) e “photovoltaic”. Per evitare di sacrificare una superficie di vigneto di elevato pregio, pensarono di utilizzare la superficie del laghetto di irrigazione dell’azienda installandovi un impianto da 1000 pannelli, più altri 1300 pannelli a terra per una potenza da 400 kWp che avrebbe azzerato la bolletta energetica dell’azienda.
pubblicato da edilone.it il 04 dicembre 2009
Nato dalla collaborazione tra gli studi di progettazione di Daiet e del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nell’ambito dell’iniziativa “Loto Progetto Energia” varato da ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari), il primo impianto fotovoltaico galleggiante sull’acqua si trova a Solarolo, in provincia di Ravenna, ed è una struttura galleggiante con dimensione di circa 25 metri di diametro e una potenza di picco di 19,98 kWp.
Sulla struttura galleggiante, progettata con elementi testati già da anni in ambiente marino per la realizzazione di ponti mobili, si può installare qualsiasi tipologia di modulo fotovoltaico. Il sistema, oggetto di brevetto dedicato, è progettato per evitare che il movimento ondoso dell’acqua provochi la rottura dei vetri a protezione delle celle fotovoltaiche.
Le correnti d’acqua presenti hanno infatti reso necessario ancorare in più punti della terraferma la struttura; le connessioni elettriche sono state vulcanizzate e integrate in tubazioni in pvc che rendono il sistema completamente stagno.
Il primo impianto fotovoltaico galleggiante è stato realizzato in California presso l’azienda vinicola “Far Niente Winery”, per l’occasione ribattezzato “Floatovoltaic” un gioco di parole fra “floating" (galleggiante) e “photovoltaic”. Per evitare di sacrificare una superficie di vigneto di elevato pregio, pensarono di utilizzare la superficie del laghetto di irrigazione dell’azienda installandovi un impianto da 1000 pannelli, più altri 1300 pannelli a terra per una potenza da 400 kWp che avrebbe azzerato la bolletta energetica dell’azienda.
pubblicato da edilone.it il 04 dicembre 2009
martedì 17 novembre 2009
Mutuo per i pannelli fotovoltaici
Come aprire un mutuo per installare i pannelli solari. Le principali difficoltà per chi si interessa all'energia solare ed ai pannelli solari sono il costo dell'investimento iniziale e le pratiche burocratiche per entrare nel conto energia. Solitamente le aziende installatrici forniscono anche consulenza e aiuto per svolgere tutte le pratiche (del resto è loro interesse farlo). Al proprietario dell'impianto solare resta l'onere finanziario. Vista l'entità ventennale del Conto Energia è utile affrontare l'investimento aprendo un mutuo bancario. Di recente sono nati veri e propri strumenti bancari dedicati al fotovoltaico ed al conto energia. In questa pagina faremo qualche esempio. Segnalateci via email altre iniziative bancarie simili e le aggiungeremo alla lista.
Mutuo Energy della BCC
Le Banche di Credito Cooperativo (BCC) hanno lanciato uno strumento dedicato al finanziamento degli investimenti nel settore fotovoltaico privato. Il mutuo si chiama 'Energy' (fonte BCC 17/9/2009). Il mutuo Energy è destinato a coloro che vogliono installare un impianto fotovoltaico collegato alla rete pubblica. Per i privati l'importo finanziabile va da un minimo di 5 mila euro ad un massimo di 30 mila. Per le imprese l'importo finanziabile va da 10 mila euro fino a 750 mila euro. La durata del mutuo per i privati va da 24 a 180 mesi. La durata non è invece indicata per le imprese. Oltre al finanziamento la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate fornisce al cliente un'accurata analisi costi-benefici e uno studio di fattibilità. Per ulteriori informazioni rimandiamo direttamente alla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate (fonte: www.creditocooperativo.it).
Mutuo Energy della BCC
Le Banche di Credito Cooperativo (BCC) hanno lanciato uno strumento dedicato al finanziamento degli investimenti nel settore fotovoltaico privato. Il mutuo si chiama 'Energy' (fonte BCC 17/9/2009). Il mutuo Energy è destinato a coloro che vogliono installare un impianto fotovoltaico collegato alla rete pubblica. Per i privati l'importo finanziabile va da un minimo di 5 mila euro ad un massimo di 30 mila. Per le imprese l'importo finanziabile va da 10 mila euro fino a 750 mila euro. La durata del mutuo per i privati va da 24 a 180 mesi. La durata non è invece indicata per le imprese. Oltre al finanziamento la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate fornisce al cliente un'accurata analisi costi-benefici e uno studio di fattibilità. Per ulteriori informazioni rimandiamo direttamente alla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate (fonte: www.creditocooperativo.it).
Il fotovoltaico sposa la ceramica
Le aziende italiane della ceramica, da sempre leader nel mondo per qualità, design ed innovazione, sempre più sperimentano, brevettano e lanciano sul mercato nuovi prodotti che guardano al futuro. Questa volta la caratteristica dell’innovazione è la tecnologia fotovoltaica che viene coniugata con la piastrella, la tegola o la lastra in ceramica per ottenere dei veri e propri pannelli fotovoltaici in grado di produrre energia.
Il concetto di base è relativamente semplice: utilizzare lo sviluppo superficiale di questi prodotti da costruzione e la loro posizione nella copertura esterna dei fabbricati per aggiungere una nuova ed importante funzionalità, la produzione di energia dal sole.
Nelle fiere dedicate al fotovoltaico, così come in quelle dedicate ai prodotti per l’edilizia sempre più capita di vedere tra gli espositori aziende del settore della ceramica che espongono soluzioni fotovoltaiche attraverso un gamma di prodotti per facciate di edifici o coperture di tetti che inglobano celle fotovoltaiche. A Bologna si tiene il Saie Energia, un salone di richiamo internazionale nato proprio per creare un collegamento diretto tra il mondodell’energia e quello delle costruzioni.
In questa direzione va System Photonics, azienda non a caso nata a Fiorano Modenese, nel cuore del distretto della ceramica, che produce superfici fotovoltaiche utilizzando come supporto una sottile lastra ceramica. Il nuovo prodotto è stato presentato anche negli Stati Uniti al Solar Power la più importante manifestazione fieristica americana dedicata all’energia solare tenutasi dal 27 al 29 ottobre scorso.
Grazie ad una rivoluzionaria tecnologia questa azienda produce una “piastrella” che consente di costruire sistemi fotovoltaici perfettamente integrabili a livello estetico, architettonico ed ambientale, in qualunque tipo di costruzione. Il processo di produzione parte dall’utilizzo di un sottile substrato ceramica di 3 millimetri come supporto delle lastre su cui sono poi laminate le celle fotovoltaiche con l’ausilio di un innovativo materiale incapsulante. Le lastre fotovoltaiche ottenute hanno la caratteristica di essere modulabili, facili da montare e poi da manutenere, sono calpestabili, impermeabili e completamente riciclabili a fine vita.
Nella stessa direzione va un altro prodotto, Tegolasolare, presentato questa volta al SAIE Energia di Bologna (28-31 ottobre) da Area Industrie Ceramiche, azienda di Anagni.
Si tratta della classica tegola in cotto ma evoluta sia nella composizione che nella funzionalità: al supporto, realizzato con impasto atomizzato di ceramica, è stato abbinato, con sistema brevettato, un pannello fotovoltaico totalmente integrato per la produzione di energia elettrica. Ogni tegola è collegata in serie all’altra formando un vero e proprio impianto fotovoltaico totalmente integrato e in armonia con l’estetica dell’edificio. Caratteristica importante è il fatto che Tegolasolare può essere installata anche senza l’applicazione del pannello fotovoltaico che può essere aggiunto anche in un secondo momento. Questa sistema facilita anche le operazioni di manutenzione o addirittura la sostituzione dei pannelli con altri più avanzati seguendo l’evoluzione tecnologica del fotovoltaico.

Di questo passo, grazie alla creatività ed alla capacità di innovazione tutta italiana i poli italiani della ceramica potranno presto vedere un profondo cambiamento e rinascere come poli integrati di materiali per costruzioni e di energie rinnovabili.
(fonte : Pienosole)
Il concetto di base è relativamente semplice: utilizzare lo sviluppo superficiale di questi prodotti da costruzione e la loro posizione nella copertura esterna dei fabbricati per aggiungere una nuova ed importante funzionalità, la produzione di energia dal sole.
Nelle fiere dedicate al fotovoltaico, così come in quelle dedicate ai prodotti per l’edilizia sempre più capita di vedere tra gli espositori aziende del settore della ceramica che espongono soluzioni fotovoltaiche attraverso un gamma di prodotti per facciate di edifici o coperture di tetti che inglobano celle fotovoltaiche. A Bologna si tiene il Saie Energia, un salone di richiamo internazionale nato proprio per creare un collegamento diretto tra il mondodell’energia e quello delle costruzioni.
In questa direzione va System Photonics, azienda non a caso nata a Fiorano Modenese, nel cuore del distretto della ceramica, che produce superfici fotovoltaiche utilizzando come supporto una sottile lastra ceramica. Il nuovo prodotto è stato presentato anche negli Stati Uniti al Solar Power la più importante manifestazione fieristica americana dedicata all’energia solare tenutasi dal 27 al 29 ottobre scorso.
Grazie ad una rivoluzionaria tecnologia questa azienda produce una “piastrella” che consente di costruire sistemi fotovoltaici perfettamente integrabili a livello estetico, architettonico ed ambientale, in qualunque tipo di costruzione. Il processo di produzione parte dall’utilizzo di un sottile substrato ceramica di 3 millimetri come supporto delle lastre su cui sono poi laminate le celle fotovoltaiche con l’ausilio di un innovativo materiale incapsulante. Le lastre fotovoltaiche ottenute hanno la caratteristica di essere modulabili, facili da montare e poi da manutenere, sono calpestabili, impermeabili e completamente riciclabili a fine vita.
Nella stessa direzione va un altro prodotto, Tegolasolare, presentato questa volta al SAIE Energia di Bologna (28-31 ottobre) da Area Industrie Ceramiche, azienda di Anagni.
Si tratta della classica tegola in cotto ma evoluta sia nella composizione che nella funzionalità: al supporto, realizzato con impasto atomizzato di ceramica, è stato abbinato, con sistema brevettato, un pannello fotovoltaico totalmente integrato per la produzione di energia elettrica. Ogni tegola è collegata in serie all’altra formando un vero e proprio impianto fotovoltaico totalmente integrato e in armonia con l’estetica dell’edificio. Caratteristica importante è il fatto che Tegolasolare può essere installata anche senza l’applicazione del pannello fotovoltaico che può essere aggiunto anche in un secondo momento. Questa sistema facilita anche le operazioni di manutenzione o addirittura la sostituzione dei pannelli con altri più avanzati seguendo l’evoluzione tecnologica del fotovoltaico.

Di questo passo, grazie alla creatività ed alla capacità di innovazione tutta italiana i poli italiani della ceramica potranno presto vedere un profondo cambiamento e rinascere come poli integrati di materiali per costruzioni e di energie rinnovabili.
(fonte : Pienosole)
Quanta energia c'è in un pannello fotovoltaico?
Un interessante confronto con l’uranio In un articolo pubblicato da Martin Roscheisen sul blog di www.nanosolar.com viene svolta una interessante considerazione sul “contenuto energetico equivalente” dell’uranio utilizzato nelle centrali nucleari in confronto a quello del composito CIGS (Rame, Indio,Gallio e Selenio) con proprietà di semiconduttore usato nelle celle fotovoltaiche thin film. Entrambi sono materiali utili a produrre energia elettrica.
Partendo dalla constatazione che una persona comune associa normalmente ad 1 chilogrammo di uranio arricchito una quantità enorme di energia, sufficiente a produrre per anni energia elettrica in una centrale nucleare, Roscheisen si è chiesto quale sia a confronto la capacità di generare energia elettrica di una pari quantità di un materiale “nuovo” come il CIGS utilizzato nei sistemi fotovoltaici di seconda generazione.
La risposta che è venuta dagli esperti è di quelle che lasciano il segno: 1chilogrammo di CIGS utilizzato per produrre celle fotovoltaiche thin film produce una quantità di energia elettrica 5 volte maggiore di quella prodotta da 1 chilogrammo di uranio arricchito utilizzato in una centrale nucleare.
Per di più l’uranio arricchito una volta utilizzato si esaurisce e deve essere stoccato in una discarica per materiale radioattivo con tutti i problemi che ne conseguono, il CIGS produce energia dal sole per tutta la durata della vita della cella solare dopo di che può essere recuperato e riutilizzato per un numero indefinito di volte.
Non conosciamo gli elementi di dettaglio che hanno portato a calcolare i rispettivi “potenziali energetici” dei due materiali messi a confronto, di sicuro però l’articolo di Martin Roscheisen con una semplice comparazione offre un’interessante spunto di riflessione per diversi aspetti di enorme importanza : ambientali, economici, sociali e persino di etica.
Partendo dalla constatazione che una persona comune associa normalmente ad 1 chilogrammo di uranio arricchito una quantità enorme di energia, sufficiente a produrre per anni energia elettrica in una centrale nucleare, Roscheisen si è chiesto quale sia a confronto la capacità di generare energia elettrica di una pari quantità di un materiale “nuovo” come il CIGS utilizzato nei sistemi fotovoltaici di seconda generazione.
La risposta che è venuta dagli esperti è di quelle che lasciano il segno: 1chilogrammo di CIGS utilizzato per produrre celle fotovoltaiche thin film produce una quantità di energia elettrica 5 volte maggiore di quella prodotta da 1 chilogrammo di uranio arricchito utilizzato in una centrale nucleare.
Per di più l’uranio arricchito una volta utilizzato si esaurisce e deve essere stoccato in una discarica per materiale radioattivo con tutti i problemi che ne conseguono, il CIGS produce energia dal sole per tutta la durata della vita della cella solare dopo di che può essere recuperato e riutilizzato per un numero indefinito di volte.
Non conosciamo gli elementi di dettaglio che hanno portato a calcolare i rispettivi “potenziali energetici” dei due materiali messi a confronto, di sicuro però l’articolo di Martin Roscheisen con una semplice comparazione offre un’interessante spunto di riflessione per diversi aspetti di enorme importanza : ambientali, economici, sociali e persino di etica.
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